venerdì 5 gennaio 2018

NUTRIRE LE RADICI DELLA VITALITA' ATTRAVERSO LA DANZA

Stanotte ho sognato che un uomo mi invitava a ballare. Al mio risveglio non ricordavo chi fosse né che aspetto avesse ma era una persona che si muoveva come se la musica scorresse nel suo corpo come il sangue. Addosso percepivo ancora la piacevole sensazione di lasciarmi andare al movimento, senza pensieri, sull'invito di mani sicure. In realtà non ho alcuna esperienza di balli di coppia e non sono certa di essere in grado di farmi guidare in quel modo, eppure quel sentire, ancora nella memoria corporea al mio risveglio, non mi era affatto nuovo.
Curt Sachs nell'introduzione alla sua "Storia della danza" (1933) descrive perfettamente questa esperienza totalizzante: "tutto è presente nella danza: il corpo, che nell'estasi viene trasceso e dimenticato per diventare ricettacolo della sovrumana potenza dell'anima; l'anima, che trae una felicità e una gioia divina dall'accresciuto movimento del corpo liberato d'ogni peso; il bisogno di danzare, perché una prorompente gioia di vivere strappa le membra al loro torpore; il desiderio di danzare, perché chi danza elargisce un potere magico che elargisce vittoria, salute, vita; un legame mistico, che nella danza unisce la tribù tutta e libera il manifestarsi della propria individualità, in una completa aderenza al proprio io."
Danzare per gli altri e con gli altri permette di vivere momenti in cui il pensiero si annulla, brevissimi "qui e ora" che lasciano echi luminosi nella sfera corporea ed emotiva. Questo accade quando si crea una connessione speciale con qualcuno, attraverso un linguaggio espressivo che non necessita di significati o interpretazioni. Attimi, in cui un contatto, non necessariamente fisico, anche solo visivo, va a riattivare la fonte della vitalità, permettendo di sentirsi liberi da tutto, dal fardello di abitare un corpo limitante, e al contempo protetti dalla condivisione, in uno spazio di incontro con l'altro.
Posso viverlo danzando ma anche attraverso l'osservazione. Durante gli incontri di danzaterapia con le coppie mamma-bimbo, lo spazio protetto della danza permette loro di vivere momenti autentici in cui la mamma smette di preoccuparsi del giudizio degli altri e vive la relazione non verbale con il suo piccolo senza condizionamenti e pregiudizi.
Durante i laboratori scolastici, la musica e il movimento aprono a ogni singolo bambino la possibilità di incontrare i compagni di classe in un modo nuovo e diverso e condividere attimi di complicità, senza preoccuparsi di mettersi in mostra o di essere migliori degli altri, senza distinguere i maschi dalle femmine o i "secchioni" dai "bulli".
Attraverso la danza è possibile incontrare le persone disabili, la cui pelle, intesa come sacca corporea, mai trasformata dalla difficoltà di vivere in rigida corteccia, è permeabile, sensibile alla musica, fragile, pura. Così come è possibile riattivare la vitalità delle persone anziane e rivedere nei loro occhi improvvisamente luminosi la giovinezza perduta.
Durante gli incontri di danzaterapia, posso osservare momenti autentici delle persone quando anche solo un materiale può diventare l'altro, o permette loro di l'incontrare sé stessi e le proprie emozioni.
Quest'anno più che mai mi rendo conto che il fine della mia ricerca, il motivo per cui ho scelto questo lavoro, nutrimento della linfa vitale, è collezionare momenti autentici e offrire spazi in cui chiunque possa vivere questa esperienza, ricontattare ciò che ci fa sentire parte della natura, del tutto, della forza generatrice del mondo.
"La danza, nella sua essenza - scrive Sachs - altro non è che la vita innalzata a un grado più elevato e intenso".


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