sabato 15 luglio 2017

TIP TAP CHE PASSIONE!

Il mio incontro con il tip tap (come in Italia viene chiamata la tap dance) risale ai primi anni '80. Allora Donatella Bianchini, la quale ha avuto il merito di portare tra i primi in Italia la jazz dance che da anni spopolava negli States, aveva appena aperto la mitica Onstage, scuola che purtroppo in questi giorni sta chiudendo i battenti ma che per anni, nonostante diversi cambi di sede, è stata un punto di riferimento della danza milanese. E' qui che sono nata e cresciuta, imparando anche i primi passi di tip tap. Da allora è nata una passione che, a più riprese, non mi ha mai abbandonato. Con grande affetto ricordo le lezioni di Chuck Wider e le risate con la sua inseparabile compagna Tata - grazie ai quali ho potuto fare anche esperienze televisive - la precisione tecnica di Franco Panizzut, la simpatia e il talento di Manuel Frattini, miei maestri tra gli anni Ottanta e Novanta. Durante gli stages, con la carismatica Brenda Buffalino, con Barbara Duffy e con l'allora giovanissimo Ben Read (Tap Dogs), e la scoperta del rhythm tap, ogni volta la passione si rinnovava.
Come ogni grande amore, dopo diversi anni in cui indossavo le mie claquettes solo per alcune sporadiche esibizioni insieme alle compagne di sempre (con le quali ho condiviso non solo ritmo e sudore ma tanto divertimento), lo scorso settembre il tip tap è tornato a farmi battere il cuore, con la proposta, nata un po' per gioco da parte di alcuni allievi che mi danno fiducia, di riproporre un corso. E così ho accettato la sfida di avvicinare al tip tap un gruppo di persone adulte, con la consapevolazza che anche questa danza può essere utile per osservare il movimento, per lavorare sulla coordinazione, la memoria, la musicalità, l'equilibrio, lo spazio, il gruppo.
In Italia il tip tap non è mai stato di moda e i corsi sono pochi e credo di poterne individuare i motivi. Oltre al fatto che non rientra nella nostra cultura, ma non è questo il punto, personalmente ritengo che il motivo principale sia che, nonostante le apparenze, si tratta di una danza difficile che richiede impegno ed esercizio. Diciamolo chiaramente: piace a tutti ma non lo balla nessuno perché o scatta la passione o si molla. E la passione deriva dal fatto che è un po' come suonare uno strumento, all'inizio magari un po' frustrante e ripetitivo, ma quando la pratica comincia a dare i suoi frutti è stimolante ed estremamente divertente, contando anche che, a differenza di uno strumento, si suona con il corpo. Amo osservare l'espressione di piacere di lo pratica ad alti livelli, veri e propri musicisti. E come succede per la musica, è una sfida continua.
Oggi, grazie a Youtube, è possibile respirare ciò che la tap dance rappresenta negli Stati Uniti, trovare lezioni online e imparare sempre cose nuove. E chi lo avrebbe mai detto che alla mia età avrei comprato una pedana di legno da mettere in salotto (almeno fino a quando l'appartamento al piano di sotto sarà disabitato) per esercitarmi a "suonare" con i piedi!

Ecco alcuni canali per tappers:
Operation Tap
Masters of American Tap
sourtaps
Shelby Kaufman
Rodney Howell
Alexander McDonald




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