mercoledì 14 giugno 2017

PLANETARY DANCE, IL MANDALA CHE SI MUOVE IN TUTTO IL MONDO

Anche quest'anno, per la terza volta ho partecipato alla Planetary Dance, patrocinata dall'Apid (Ass. Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapeuti) e organizzata a Milano al parco Ravizza da Kyria De Antoni, formatasi in California con Anna Halprin,  la danzatrice oggi quasi centenaria che, a partire dagli anni 80, ha proposto questa forma di rituale oggi praticata in tutto il mondo, più o meno contemporaneamente. Quest'anno è stata proposta anche alla Biennale di Venezia, guidata dalla performer Dohee Lee e il poeta Jahan Khalighi.
Questa danza partecipativa ogni anno si concentra su alcune parole chiave, sulle quali ogni partecipante dichiara a gran voce la propria richiesta alla Terra e il motivo del proprio mettersi in movimento, per entrare in una corsa circolare, che si sviluppa in cerchi concentrici che si muovono in direzioni opposte, a seconda della velocità di marcia. Si tratta di un mettersi in moto semplice - corsa o camminata - al quale possono partecipare tutti, anche i bambini, ognuno con le proprie capacità e possibilità. Il movimento in questo modo disegna un mandala, mosso all'unisono dal ritmo di tamburi, portando ogni singolo individuo a unirsi agli altri come un unico corpo.
A Milano la cerchia dei partecipanti è ancora molto ristretta, forse per scetticismo o perché l'obiettivo non è così tangibile, come può essere una raccolta fondi in favore di qualche ente bisognoso. Personalmente ritengo che ci sia una grande necessità di tornare a queste forme rituali originarie, senza essere un nostalgico hippie o un fanatico delle discipline olistiche, anche solo per mettere da parte per un momento il nostro egoismo e sentire che muoverci insieme agli altri può creare qualcosa di più forte e più grande. Dovremmo insegnarlo ai bambini, con la speranza che crescano con meno pregiudizi di noi e ritrovino il rispetto per gli altri e per la Terra che calpestano ad ogni passo. Questa è stata la mia richiesta di quest'anno.
Se sognare è ancora concesso, chissà quanta energia sarebbero in grado di sprigionare anche solo tutte le persone che si allenano nei parchi, per il proprio personale benessere o per vincere una gara, qualora dedicassero il proprio movimento a una causa che hanno nel cuore per il futuro degli esseri umani!

Per saperne di più:
www.planetarydance.org
www.tamalpa.org

Guarda il video della Planetary Dance alla Biennale di Venezia!



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