mercoledì 28 dicembre 2016

IL TEMPO DEL MOVIMENTO PER COMBATTERE LO STRESS

In tutte le attività di movimento, difficilmente si considera che la percezione del tempo è soggettiva. Per la maggior parte dipendiamo dal tempo della musica, da quello dettato dalla voce di una persona o dal gruppo, e non escludo che questo sia il motivo per cui capita che rinunciamo al nostro appuntamento corporeo: quando siamo stanchi non abbiamo voglia di attivarci in una attività aerobica o quando ci sentiamo particolarmente attivi non abbiamo la pazienza di dedicarci agli asana proposti dalla lezione di yoga, tanto per fare alcuni semplici esempi.

Il musicista Stravinsky, rifacendosi al pensiero di un filosofo russo della sua epoca, distingueva un tempo psicologico che scorre a seconda delle disposizioni intime del soggetto, le cui variazioni sono percettibili in rapporto alla sensazione primaria, cosciente o meno, del tempo reale, ontologico (quello dell'orologio, per intenderci).
Personalmente ritengo che ciò che rende il movimento piacevole e di conseguenza in funzione del proprio ben-essere, sia l'ascolto del tempo psicologico.  
Se proviamo, ad esempio, ad eseguire una stessa sequenza di movimenti tutti i giorni, con il supporto di una musica (tempo ontologico), in ascolto dei nostri bisogni (tempo psicologico) ci accorgeremo che non sempre riusciremo a unire i nostri movimenti alla musica, anche se sono stati inizialmente costruiti su di essa. Questo perché a volte, per mille motivi diversi, li eseguiremo più velocemente e altre volte ce li godremo di più o ci soffermeremo su alcuni punti o necessiteremo di pause.

Spesso iscriversi ad una attività fisica rischia di diventare l'ennesimo motivo di stress quotidiano, e per questo, si rinuncia ad essa con la scusa di non avere tempo. Ecco perché, come ho già scritto tante volte, non solo è fondamentale scegliere personalmente la propria attività fisica, senza seguire le mode del momento, ma è altrettanto importante imparare ad ascoltare il proprio tempo psicologico. Se lo stress è dovuto all'impossibilità psicofisica di rispondere a ciò che ci è richiesto dall'esterno, perché non iniziare a seguire i nostri tempi, almeno nell'attività corporea? 

PROPOSTA DI MOVIMENTO: trova uno spazio in cui ti senti a tuo agio; scegli se iniziare sdraiato o in piedi; prova ad ascoltare i tuoi ritmi interni: battito cardiaco, respiro; prova ad eseguire dei movimenti che il tuo corpo ha in memoria ad una velocità che ti permette di goderne gli effetti...


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