sabato 16 gennaio 2016

LUOGHI PERDUTI E LIBERTA' DI MUOVERSI


Al termine di una giornata di lavoro intenso, passo davanti alle vetrine di uno spazio che circa 15 anni fa sognavo di riempire con i miei corsi per tutte le età. Rimasto vuoto e abbandonato per tutti questi anni, realizzo che è stato finalmente ristrutturato e ora è sede di uffici di un ente pubblico. Sorrido malinconica, pensando che un altro possibile spazio per danzare se ne è andato, insieme alla palestra che da poco è stata venduta, quella in cui ho lavorato per tanti anni, in cui ho "imparato il mestiere", anche attraverso i primi esperimenti di Danza Terapeutica. Era uno spazio accogliente, nel pieno centro della città, pulito, silenzioso e pieno di luce. Ripenso a quante persone di ogni età ho visto muoversi su quel parquet, eseguire un esercizio di ginnastica, imparare una coreografia, scoprire la propria libertà attraverso il corpo, giocare con lo spazio. Diventerà un ufficio e il pensiero mi stringe il cuore.
Resta il fatto che in città di spazio c'è bisogno, per far muovere chi necessita di qualcosa di diverso rispetto a vetrine o seminterrati pieni di macchinari, e per lasciare che i piccoli si esprimano, scoprano come muoversi e sperimentino con libertà, ora che non esistono più i cortili e luoghi protetti in cui giocare. Forse è per questo che attualmente l'offerta di corsi di movimento per i più piccoli è così vasta e ben vengano, se permettono ai bambini di muoversi come bambini e crescere.
Di anno in anno mi accorgo che la naturalezza del movimento come scoperta si perde sempre prima: a 4-5 anni tanti hanno già scordato come si fa a rotolare, strisciare, gattonare. Credo sia compito di noi adulti offrire ai bambini spazi per muoversi, ma credo sia altrettanto importante farlo senza alcuna aspettativa, senza avere fretta che imparino tecniche e passi. È paradossale che ci sia il bisogno di insegnare ai bambini i movimenti artefatti degli adulti, quando i grandi studi sul movimento, penso a Fendelkrais, alla danza contemporanea, invitano gli adulti a ritrovare i movimenti naturali dei bambini! Focalizziamoci allora sui bisogni dei piccoli, non sulle aspettative dei grandi sui piccoli. Quando ricevo i piccoli agli incontri di danza osservo che il loro ingresso in sala corrisponde ad una corsa liberatoria nello spazio e sono felice di poter offrire loro uno spazio senza pericoli in cui farlo, tanto che spesso il nostro riscaldamento inizia proprio da lì, dal correre tutti insieme, con l'aiuto della Signora Musica. Cerco di intervenire il meno possibile su alcuni movimenti perché reputo più significativo che i bambini imparino da soli a raggiungere i propri obiettivi, sperimentando il peso del corpo e la forza di gravità, gli appoggi a terra, l'equilibrio. Sono convinta che non possiamo insegnare alle persone a muoversi ma possiamo aiutare le persone a trovare il movimento dentro di sé. Per i bambini sperimentare attraverso il corpo è più facile che per gli adulti perché sono più istintivi e non hanno paura di sbagliare. Invitare i bambini a vivere il movimento in modo naturale renderà loro più semplice, in futuro, quando sarà il momento, apprendere una tecnica in armonia con il proprio corpo o memorizzare i passi di una coreografia, facendola propria come indossare un abito della propria taglia. 
Così come credo sia importante tenere vive le idee dei piccoli attraverso stimoli creativi, è altrettanto fondamentale, a mio parere, aiutarli a sviluppare una fantasia corporea, attraverso stimoli che non li limitino a gesti e movimenti codificati. Convinta di ciò, è mio compito invitare i genitori a non avere fretta che i propri figli imparino a danzare come i grandi, ma ad imparare loro stessi ad osservare, con sguardo non giudicante ma con l'occhio di chi scopre le cose con meraviglia, perché ciò che i bambini ci mostrano in ogni piccolo gesto, è qualcosa che noi "grandi" abbiamo perduto. 



Nessun commento:

Posta un commento