giovedì 16 aprile 2015

GIRO GIRO TONDO, CAMBIA IL MONDO!

E' da 20 anni che osservo corpi in movimento e spesso mi capita di rilevare cambiamenti che rispecchiano quelli della società. La mia attenzione oggi va alla difficoltà dei bambini/ragazzi a muoversi in gruppo. Mi riferisco, senza troppe pretese, a forme spaziali semplici, un tempo scontate, come mettersi in fila o formare un cerchio e mi accorgo che il classico Girotondo o La Bella Lavanderina sono giochi che stanno sparendo. Perché? 
Posizionarsi in uno spazio in cerchio, prendersi per mano e iniziare a girare sembra una cosa molto semplice ma proviamo ad analizzare cosa occorre affinché un cerchio giri in modo regolare senza modificare o sciogliere la propria forma: il cerchio è una figura perfetta che ci permette di essere tutti equidistanti tra di noi e rispetto ad un punto centrale; all'interno di un cerchio non può esserci un leader e, una volta messo in movimento, necessita la collaborazione di tutti i partecipanti, perché possa girare senza intoppi, nel rispetto della velocità del gruppo. Il girotondo necessita la presenza e l'ascolto di tutti e chi ne prende parte muove e viene mosso, guida ed è guidato, sentendosi parte di qualcosa di più grande di sé stesso come individuo. Il girotondo funziona quando tutti danno il proprio contributo senza prevaricare sugli altri, nel rispetto delle regole del gruppo.
Ma perché i bambini non sono più autonomamente capaci di fare un girotondo?
Personalmente credo sia sufficiente crescere in una società in cui ciascun individuo compie ogni giorno la sua gara personale, talvolta dimenticando le regole del gioco. Basta accendere il televisore per imparare che ciò che chiamiamo tavole rotonde in realtà sono partite di ping pong giocate contemporaneamente con più palline che nessuno prende prima di ribattere. Il messaggio attuale è che per avere successo nel gruppo dobbiamo far parlare di noi, non importa come. 
Il cerchio è ordine, ci basta guardare il sistema dei pianeti per capirlo, o i movimenti degli uccelli. La danza ha origine dalla natura, alla quale si è ispirata e non a caso nasce in cerchio, come momento di aggregazione e di preghiera. Muoversi in cerchio significa aprirsi agli altri e rendersi disponibili a partecipare a una creazione comune. Parlare in cerchio significa poter esprimere liberamente la propria opinione, con l'attenzione e l'ascolto di tutti gli altri. 
Oggi sento più che mai la necessità di utilizzare il cerchio e le danze in cerchio per lavorare attraverso il corpo in movimento sulle dinamiche e la formazione del gruppo classe. Proporre ai bambini e far rispettare le regole del cerchio è molto difficile ma, a mio parere, assolutamente necessario. Nonostante ritenga allo stesso modo fondamentale dare spazio alla possibilità di esprimersi da parte di ogni singolo bambino, con i suoi modi e i suoi tempi, credo nella necessità di modalità che li facciano sentire parte di un ordine con regole precise che vanno rispettate, in funzione di un'obiettivo comune, perché ciò che oggi può essere un cerchio che gira senza che nessuno tiri o spinga, possa essere un giorno qualcosa di molto più grande. 



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