lunedì 19 gennaio 2015

MUOVERSI CON L'INVERNO

Il desiderio di approfondire il rapporto tra corpo e stagione invernale attraverso la musica nasce, in parte, dall'attuale bisogno personale di dedicare del tempo a una ricerca di movimento attraverso ritmi interni, che nulla hanno a che vedere con quelli spesso forzati della quotidianità; in parte dai bisogni che in questo periodo osservo nelle persone che vedo muoversi liberamente sulla musica: c'è una comune tendenza ad un ascolto interno, dal quale chi osserva rimane escluso. Ciò che intendo sottolineare è che, in condizione di profondo ascolto corporeo e in contatto con la musica, è possibile ritrovare, nonostante l'abitudine a vivere secondo ritmi che non sono biologici ma dettati da necessità esterne, un Corpo-Cuore naturalmente legato ai cambiamenti climatici e stagionali. La DanzaMovimento Terapia è una disciplina che permette di seguirli e di utilizzarli in modo creativo, per esprimere attraverso il movimento il reale stato del qui e ora.
Le filosofie antiche parlano di questo nostro "essere invernale" oggi dimenticato. Troviamo infatti scritto in un antico testo di Medicina Tradizionale Cinese: "I tre mesi dell'inverno sono chiamati: chiudere e tesaurizzare; l'acqua gela, la terra si screpola; nessuno stimolo viene più dallo yang. Ci si corica presto, ci si alza tardi, ci si rimette alla luce del sole. Si esercita il volere come sotterrati, come nascosti, come rivolti solamente verso di sé come occupati a possedersi. Si sfugge il freddo, si ricerca il calore, non lasciando sfuggire nulla attraverso gli strati della pelle, per paura di essere pericolosamente sforniti dei propri soffi. Così ci si conferma ai soffi dell'inverno, via per il mantenimento della tesaurizzazione della vita. Andare controcorrente porterebbe danno ai reni, causando in primavera, invalidità e reflussi, per insufficiente apporto all'impulso vitale". 
(Huangdi Neijing Suwen, Le domande semplici dell'imperatore giallo, a cura di E.Rochat de la Vallé, C. Larre)
Leggendo queste parole ci rendiamo conto che il mondo artificiale ci ha allontanato completamente da tutto ciò e che i ritmi attuali sono totalmente in disaccordo con la natura: svolgiamo doveri e professioni e pratichiamo discipline che richiedono un ritmo che non cambia con il mutare delle stagioni e chiediamo al nostro corpo spesso sforzi contro natura e ciò spiega anche gli scompensi che viviamo talvolta all'arrivo della primavera. Tuttavia, attraverso la danza e la musica possiamo ancora sentire quelli che sono i nostri reali bisogni, primitivi e vitali, e vivere, anche solo per pochi minuti, magari giusto il tempo di un brano, il profondo inscindibile legame che esiste tra noi e il ritmo dell'Universo. L'inverno, a mio parere, è una stagione meravigliosa per nutrirsi di musica, quella che sa penetrare attraverso diversi strati e scaldare dall'interno, quella che non porta a grandi slanci verso l'esterno ma sa muovere dentro, in modo quasi impercettibile per chi osserva. 
L'effetto della musica sul corpo è straordinario. Ho la fortuna di viverlo e osservarlo ogni giorno e trovo interessante confrontare i feedback degli utenti rispetto ai brani proposti, perché mi permette di scoprire ogni volta quanto sia soggettivo l'ascolto corporeo. Eppure, ci sono musiche che, in certi particolari momenti, sembrano essere superiori alla soggettività. È il caso, ad esempio, di un brano che ho scelto di danzare recentemente per soddisfare il personale bisogno corporeo di vivere l'arrivo dell'inverno, e che in seguito ho proposto diverse volte in contesti diversi ma con risultati comuni. Si tratta di un brano moderno che riprende una canto degli Indiani d'America. Con lo stupore di un bambino davanti alle meraviglie del mondo, da ciò che la musica comunica a chi la ascolta con il Corpo-Cuore, attraverso un linguaggio segreto e profondo, ho scoperto, solamente dopo aver danzato più volte il brano su detto, che il titolo, a cui assolutamente non avevo fatto caso, è legato alla stagione invernale. Coincidenza o magia della musica? Io preferisco credere che la musica sia un passaggio segreto tra noi e ciò che abbiamo perduto. Ciò che entra è ciò che lasciamo entrare e l'inverno è un'ottima stagione per provarci.

SPUNTI DI MOVIMENTO: 
Prova a prenderti tempo e spazio. Chiudi gli occhi e lascia che la musica penetri nei pori della pelle. Ascolta ciò che accade adesso, senza alcuna aspettativa.




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