giovedì 18 settembre 2014

MIA FIGLIA VUOLE FARE LA BALLERINA


Ogni anno, in questo periodo, amici e conoscenti mi chiedono consigli su scuole e corsi di danza per bambini. Attraverso gli anni ho conosciuto diverse scuole e approcci e oggi mi sono fatta una mia idea sull'importanza di iniziare un bambino ad una attività extra scolastica di movimento come la danza, sia come mamma che come insegnante.
Innanzitutto ritengo che la scuola di danza sotto casa e l'orario comodo non dovrebbero essere i principali e unici criteri di scelta. Iscrivere un bambino di 3-4 anni ad una attività non significa "parcheggiarlo" ma iniziarlo a qualcosa che necessita di attenzione e nutrimento da parte del genitore, attraverso uno scambio di informazioni con l'insegnante, esattamente come a scuola, in quanto anche la danza è uno strumento educativo e di crescita.
Spesso le mamme arrivano dicendo che vorrebbero iscrivere la figlia a danza perché sin da piccola, sentendo la musica, si metteva a ballare perciò pensano che sia portata. Senza voler deludere nessun genitore, giustamente fiero delle doti del proprio figlio, mi tocca rivelare che tutti i bambini molto piccoli, stimolati dalla musica, ballano. La musica è un linguaggio che i piccoli comprendono istintivamente, molto prima del linguaggio verbale, e danzare per loro è una risposta naturale. Questo vale indifferentemente dal sesso. Il fatto che la danza sia considerata comunemente solo per le femmine è, purtroppo, un pregiudizio culturale, da cui consegue la scarsa presenza di maschi, anche piccoli, nei corsi di danza. 
Molte scuole offrono corsi di danza classica, danza moderna, hip hop, balli latini e quant'altro già a partire dai 4 anni. E qui veniamo al motivo per cui mi sento in dovere di mettere in guardia i genitori rispetto alle offerte commerciali. Chiedere ad un corpo-cuore in crescita di assumere una posizione innaturale come la prima posizione della danza classica, di fare un plié o di imitare tecniche di danza, è come far crescere un albero senza le radici. Nella scuola di formazione che ho frequentato, ho imparato, prendendo a prestito una frase di G.Herringel, che "ad un fiore bisogna chiedere solo ciò che è conforme alla sua natura" e che accelerare i tempi può essere un capriccio di un bambino o il sogno di un genitore ma non risponde al bisogno naturale di un piccolo. Personalmente ritengo che a 3-4 anni sia fondamentale invitare i bambini ad ascoltare la musica attraverso il corpo, a vivere le proprie emozioni attraverso la danza e a riprendere e sperimentare movimenti, come rotolare, gattonare, correre, saltare, che possano creare una base solida per qualsiasi tecnica futura.
Purtroppo molte scuole di danza hanno fatto la scelta di andare incontro alle richieste, rinunciando a quelli che sono i principi fondamentali della disciplina che insegnano, diffondendo un'immagine della danza superficiale e spesso errata. Mi è capitato di vedere in metropolitana la pubblicità di una scuola di danza classica con il primo piano dei piedi di una ballerina sulle punte che un tempo avrebbe fatto rabbrividire qualsiasi insegnante di danza classica. Personalmente non sono mai andata sulle punte ma ho avuto la fortuna di lavorare a fianco di insegnanti di danza classica e di osservare il lungo e faticoso lavoro di preparazione del collo del piede che accompagnava i loro allievi ad introdurre le punte e a permettere ad esse di sorreggere il peso del corpo. 
Lo so che il sogno di tante bambine è quello di fare le ballerine e che vedere la propria bimba in tutù e scarpette è un'immagine emozionante che riempie il cuore, ma se oggi non tutte le scuole di danza hanno come priorità l'educare questi piccoli corpi danzanti a crescere con i propri tempi e nel rispetto dei loro bisogni (che non sono i capricci) e possibilità, spero almeno che siano i genitori a valutare e scegliere con buonsenso ciò che ritengono più opportuno per la crescita sana del proprio bambino. 


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