giovedì 28 agosto 2014

IL FUTURO DEL CORPO

All'inizio dell'estate ho trovato per caso, curiosando tra gli scaffali di una libreria di Clusone (BG) in via di chiusura definitiva, questo tomo (oltre 600 pagine!) dal titolo assai invitante. Provo sempre una certa tristezza quando una libreria è costretta a chiudere, soprattutto una di quelle che ha sempre offerto libri scontatissimi e spesso fuori catalogo. E' il caso di questo volume, scritto nel '92 da Michael Murphy, psicologo e instancabile ricercatore, co-fondatore di un importante Centro di crescita spirituale in California (Esalen Institute). Secondo la tesi di Murphy, azzardata ma a mio parere, in un'ottica ottimistica, quasi convincente, "la rottura del normale comportamento e della normale coscienza, la trascendenza di certe necessità e l'autocontrollo della mente e del corpo, creerebbero, se realizzati da un numero sufficiente di persone, un nuovo genere di vita su questo pianeta". Strutturato attraverso un'immensa raccolta di prove sulle capacità cosiddette straordinarie dell'essere umano, il testo fornisce interessanti informazioni su numerose pratiche trasformative, da quelle legate all'ambito spirituale e religioso, all'ipnotismo, agli effetti placebo, alla psicoterapia, alle discipline somatiche, alle arti marziali, allo sport. Ciò che mi ha piacevolmente colpito di questo scritto è la fiducia dell'autore nella capacità umana e nella ricerca di singole persone al servizio degli altri che tengano conto che "i programmi per un cambiamento creativo devono essere basati sulla chiara percezione dell'unicità psicofisica di ciascun individuo". Di tale pensiero condivido anche la necessità di pratica, motivazione, consapevolezza, impegno e grande sforzo da parte di ognuno. 
“Qualunque sforzo di darci la salute è vano - scriveva Svevo alla fine della sua famosa "Coscienza di Zeno" - Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa". Queste parole, purtroppo realistiche, lasciano l'amaro in bocca. Personalmente - e professionalmente di conseguenza -  preferisco credere, come Murphy, che anche l'uomo possa ritrovare progresso nel proprio organismo, nell'ancora misterioso collegamento mente-corpo, oggetto di studio delle neuro scienze, che ci permette trasformazioni straordinarie. 

1 commento:

  1. Tocchiamo a volte con mano le nostre potenzialità...comunicazioni telepatiche per me sono quotidiane, visualizzazioni, sesti sensi.
    Eppure un'altra parte di noi è attaccata a una idea più scientifica e razionale .
    Credo che le due ottiche non siano in contraddizione, così come nella danza stiamo in ciò che succede e accogliamo le sorprese...senza troppe aspettative.

    RispondiElimina